Fattorie verticali

5 12 2011

Sembra che nei prossimi anni molta della popolazione andrà ad abitare nei grandi centri urbani, le campagne saranno in grado di sfamare tutti gli abitanti delle città?

Le città sono luoghi in cui si concentra una enorme domanda di beni, ma si producono spesso solo servizi. Difficile coltivare la propria verdura in uno spazio ristretto e sempre più dedicato al cemento piuttosto che alla terra. Eppure c’è ancora chi spera, chi crede e chi innova ponendosi domande e cercando di rispondervi. La progettazione di edifici moderni in cui sia possibile non solo produrre energia, ma anche verdure, ossigeno, umidità ed ora anche pesce.

Esempi del genere sono ad esempio le vertical farm (o fattorie verticali) progettate (ed alcune costruite) in tutto il mondo Italia compresa, che sono veri e propri grattacieli in grado di ospitare al loro interno abitazioni e luoghi di svago, ma al tempo stesso di produrre energia e cibo nella più vasta concezione di sostenibilità.

 

Le fattorie urbane e lo sviluppo verticale dell’agricoltura, rappresentano una vera svolta per il futuro delle metropoli, oggetto di un continuo inurbamento.

Una svolta “verde” alla quale ci si dovrà presto rivolgere in mancanza di spazi coltivabili capaci di sostenere l’alimentazione umana e animale in un futuro ormai non troppo lontano.

Secondo i ricercatori americani che hanno pubblicato l’articolo: “A Meta-Analysis of Global Urban Land Expansion” si ritiene che entro i 2030 “…la copertura del suolo urbano globale aumenterà fra 430.000 km2 e 12.568.000 km2, con una stima più probabile di 1.527.000 km2” che quindi, comporterà rischi significativi sia per gli abitanti che per l’ambiente globale e la biodiversitànei prossimi 20 anni. Il genere umano conta sempre più esseri viventi, ma destina alla propria alimentazione sempre meno spazio. Si stima inoltre che entro il 2050, il 71% della popolazione terrestre vivrà in aree urbane.

Noi non dobbiamo considerare che la Natura si accomodi a quello che parrebbe meglio disposto a noi, ma conviene che noi accomodiamo l’interesse nostro a quello che essa ha fatto.”
Galileo Galilei

Se si vuole vivere in armonia con l’ambiente che ci circonda (ed i condomini sono ambienti anch’essi) dobbiamo assolutamente ridurre la nostra impronta ecologica.

La progettazione di edifici che consentano ai residenti di generare energia elettrica, catturare l’acqua piovana e con esse coltivare frutta e verdura come se fossero in campagna è oggi una realtà. Si creano infatti all’interno di questi palazzi, mini-ecosistemi in cui la gente può svolgere diverse attività, come fare shopping, lavorare, vivere in una atmosfera rigenerativa. In questo modo l’intero palazzo diventa una sorta di comunità autosufficiente.

Alcuni esempi in giro per il mondo

Toronto Sky Farm

Esempio di come una mente giovane possa intercettare lo spirito dei tempi, la Sky Farm è capace di coprire il fabbisogno alimentare di 35 mila persone l’anno. L’idea è di Gordon Graff quando era ancora uno studente di architettura dell’Università di Waterloo.

Hotel House of Peace

L’House of Peace progettato per essere realizzato in Tanzania, trae ispirazione dalle formazioni rocciose che si formano in natura. E’ stata progettata da WOW Architects

La Tour Vivante

La Tour Vivante è un grattacielo verticale che produce energia e verdure. Grazie alla sua particolare forma, la luce del sole la sfiora solo in determinate aree, in base alle destinazioni d’uso. L’edificio presenta 30 piani che si staccano dal suolo agricolo, in cui sono visibili le serre intorno. Progettato da Atelier SOA.

Almeisan Tower

L’Almeisan Tower prevede l’utilizzo di celle solari e specchi di grandi dimensioni che sono in grado di produrre tutta l’energia necessaria ad alimentare il parco. L’idea è dell’architetto Robert Ferry che l’ha proposta per un concorso di progettazione di una struttura simbolo per lo Za’abeel Park di Dubai.

MoMA Tower

Presentata da Axis Mundi come alternativa alla proposta di espansione del MoMA di New York ideata da Jean Nouvel.

In Italia

Bosco Verticale©è un progetto di forestazione metropolitana che si sviluppa in altezza, ideato da Stefano Boeri Architetti e descritto da Financial Times come: “la nuova torre più eccitante al mondo”. Che ospiterà, non ortaggi, ma veri e prorpi alberi alti fino a 9 metri ognuno. Il Metrobosco come viene definito, è stato concepito per essere realizzato a Porta Nuova, il nuovo quartiere di Milano Energia, umidità, aria pulita e ricca di ossigeno, abbattimento del rumore ambientale, ortaggi e pesce. Tutto questo senza rinunciare alla città, inquinata e rumorosa in cui si è nati e vissuti. Oggi è realtà.